TRENTO


La Città di Trento nel 1730
Incerta è l'epoca della fondazione di Trento; taluno la attribuisce ai Reti, qualche altro parla dei Galli. Tuttavia è certo che con l'avvento dei Galli Cenomani - V sec. a.C. - la città ebbe notevole sviluppo. La penetrazione romana avviene nel III e II secolo a.C.
I Romani furono bene accolti dalla popolazione locale perché portavano civiltà e benessere e perché il loro insediamento nella valle dell'Adige rappresentava una sicurezza contro il continuo passaggio di eserciti da nord e da sud.

Non si deve dimenticare che, allora come oggi, il passo del Brennero e la valle dell'Adige rappresentavano la via più comoda per attraversare le Alpi.

A questo punto citiamo la Tavola Clesiana, una targa di bronzo, scoperta a Cles nel 1869. E' questo il reperto più importante della nostra storia di quel periodo, riporta l'Editto dell'imperatore Claudio, promulgato a Baia nel 46 d.C., con cui si riconosce a Tridentini, Anauni, Tulliassi e Sinduni il pieno diritto di cittadinanza romana (e custodita al Castello del Buonconsiglio).

Nel 569 Trento è sede di un Ducato Longobardo con a capo il duca Evino, poi, sotto Carlo Magno, è unita al Regno Italico. Nel 952 l'imperatore Ottone I la incorpora nel Sacro Romano Impero Germanico. Nel 1027 l'imperatore Corrado II il Salico fonda il Principato Vescovile di Trento che, con alterne vicende e lotte con i Conti del Tirolo, dura otto secoli fino a Napoleone - 1796.

Lunga è la serie dei Principi Vescovi e varie sono le nazioni da cui provengono: Italia, Austria, Germania, Boemia, Moravia, Polonia e Francia. Fra i più attivi per l'ampliamento della città, segnaliamo Federico Vanga 1207-1218 cui si deve fra il resto l'ordine di costruire il Duomo e la pubblicazione di un Codice Minerario che regola per la prima volta in Europa i rapporti dei minatori. Altro vescovo importante e Francesco Alberti Poia 1677- 1689 cui si deve la costruzione della Giunta Albertiana al Castello del Buonconsiglio e la Cappella del Crocifisso in Duomo. Ma il piu importante di tutti è Bernardo Cles o Clesio, nato a Cles in Val di Non nel 1485 è vescovo di Trento dal 1514 al 1539, anno della sua morte.

Principe rinascimentale e cardinale il Clesio abbellisce la città, la rinnova e la prepara a ospitare il più grande avvenimento della sua storia, il Concilio di Trento che ha inizio sei anni dopo la sua morte 1545. Durante il Concilio è vescovo di Trento Cristoforo Madruzzo, cardinale, che ha il merito di aver retto le sorti del Principato nello splendido periodo della grande assise della Chiesa dove la città, per 18 e più anni è al centro dell'attenzione mondiale.

Nel settembre 1703, durante la guerra di sucessione al trono di Spagna, Trento è assediata dalle truppe del generale francese Duca di Vendome che la bombarda dalla Verruca prima di ritirarsi. Nel 1796 arriva a Trento Napoleone Buonaparte che occupa il principato e "rapina" quanto di meglio si trova.

Di questo periodo è la sollevazione dei Tirolesi con a capo il patriota Andreas Hofer, contro i Francesi e i Bavaresi cui presero parte anche Trentini. Ben nota la battaglia del Berg Isel presso Innsbruck nel 1809.

Dopo alterne vicende, nel 1813, Trento passa sotto l'Austria e vi rimane fino alla fine della prima guerra mondiale -1918-. Una speranza di unione alla madre patria brillò per i Trentini nell'agosto del 1866, quando la colonna del generale Medici era giunta a Pergine e a Valsorda, a pochi chilometri da Trento. Nel frattempo Garibaldi teneva impegnate le forze austriache fra Storo, la Val d'Ampola e il Lago di Ledro, quando giunse a Bezzecca l'ordine di ritirarsi dal Trentino: qui la sdegnata risposta di Garibaldi "Obbedisco".

Tratto da "Trento, guida della Città"

Atto di Battesimo del 1822
La Famiglia Bertotti, alla fine del 1600, si trasferisce in Città e sceglie Borgo Nuovo per acquistare casa e trascorrervi quasi 50 anni.
Nella Prima metà del 1700 e fino al 1851, nei vari atti di battesimo, i Bertotti sono indicati abitanti al Palazzo delle Albere.

Borgo Nuovo

Borgo Nuovo
Dal fondo di via Calepina si apriva la Contrada di Borgo Nuovo, così detto quando la città si chiudeva con la Porta Veronese presso il Duomo e lo lasciava fuori dalle mura antiche.
Queste, ampliate nella terza cinta, fino al 1230 scendevano lungo le vie SS. Trinità e di S. Vigilio escludendo il Borgo Nuovo, che solo più tardi venne incluso dalla quarta cinta muraria entro la nuova Porta Veronese difesa dalla Torre Rotonda.

Palazzo delle Albere

Palazzo delle Albere
Il palazzo fu costruito per Gaudenzio Madruzzo, padre del futuro Cardinale Cristoforo, che resse il Principato durante tutto il Concilio.
Esso fu poi da costui abbellito e rifinito tanto da farne una residenza estiva degna del palazzo clesiano. Dopo il Concilio, finita la serie dei Vescovi Madruzzo, il palazzo degrada fino al 1796, quando un grande incendio ne distrugge l'ala orientale. Nello stesso tempo l'entrata di Napoleone in Trento, come conquistatore, determina la fine del Principato Vescovile.
Nel 1858 si ha la deviazione dell'Adige, la nuova Ferrovia e, poco più tardi, la costruzione dei due Cimiteri e del Seminario per cui la zona cambia profondamente di aspetto e il palazzo è declassato a umile casa di contadini.
Nel 1966 il palazzo fu acquistato dalla Provincia Autonoma, fu ripristinato nel miglior modo e adibito a Sezione d'Arte Moderna e Museo Provinciale d'Arte.