Povo (TN)


Povo in un dipinto del 1700
Povo è oggi, e precisamente dal 1926, una frazione del comune di Trento e si distende in maniera ampia sulla collina alla sinistra dell'Adige, a fianco della città, ad un'altitudine che va dai m. 398 di Panté ai m. 481 d'Oltrecastello, sulle pendici del monte Celva e del monte Chegul, percorso dal torrente Salé e dal tratto finale del più imponente torrente Fersina che tanti problemi diede nel tempo.
Povo era costituita da sei "Ville": Gabbiolo, Pantè, Oltrecastello, Salè, Sprè e Villazzano la quale, quest'ultima, divenne Curazia del Duomo di Trento verso la metà del 1600.
Nei documenti trentini del XII e XIII secolo troviamo ricordate le arimannie in varie zone del Trentino, specialmente nei punti chiave attorno alla città di Trento: a Povo, a Vigolo Vattaro, a Sopramonte, a Civezzano a custodia dei valichi di accesso alla città. Questo a dimostrare che la posizione felice di Povo era apprezzata appunto fin dai primi secoli sia per il clima, sia per la collocazione strategica che le fa dominare la città. Il primo documento che testimonia l'esistenza della chiesa di Povo, non si sa se come parrocchia o semplice curazia, risale al 1151.
Le Ville di Povo
Altre notizie di Povo nel XIII secolo le abbiamo grazie allo studio fatto da Seneca, che ci dimostra come gli affitti di Povo, Graffiano e Gabiolo denunciavano in queste località, una gran varietà di produzione. Per quanto riguarda i cereali, si coltivavano la siligo, il frumento, il sorgo e la biada; notevole era pure la produzione di vini "albi colati".
Già a partire dal XIV secolo, Povo, cosi come i paesi nei dintorni della città e la stessa Trento, pur avendo una certa autonomia decisionale, per quanto riguardava la vita comunitaria, dipendeva dal Principe Vescovo sia per la giurisdizione civile, sia per quella criminale, sia per quella speciale.
Con il Concilio di Trento (1545-1563), che rappresentò un momento di floridezza. "Non solo nella città, ma anche nei dintorni sorsero molte nuove ville, perché i Padri del Concilio potessero temperare, durante i mesi caldi, l'arsura della città e respirare l'aria salubre della montagna. Povo, Villazzano, Pergine in special modo ne uscirono ingranditi.

Tratto da "Povo nel 700"

Fin dalla fine del 1400, come testimoniano i vari atti Notarili, i Bertotti abitarono ininterrottamente a Oltrecastello di Povo fino al 1656, nel 1666 Domenico Bertotti era indicato "vivente al Maso Casteller". Successivamente e fino al 1680 erano indicati sotto la Curazia di San Bartolomeo.
Tali atti indicano esclusivamente, e fino alla prima metà del 1600, i Bertotti abitanti solo a Oltrecastello, segno inequivocabile che le nostre origini, a mio avviso uniche, partono proprio da questa località.