Sant'Apollinare (RO)


Chiesa di Sant'Apollinare - Frazione di Rovigo
Sant'Apollinare, come Borsea, fu un Comune autonomo fino al 1927 quando per sopperire a spese consistenti per mantenere Comuni di così piccola entità, con un Regio Decreto, si è preferito accorparli ai centri più consistenti, in questo caso essendo nell'immediata periferia, divennero frazioni di Rovigo.
Arrivando a Sant'Apollinare si ha la sensazione di entrare in uno di quei piccoli Comuni che si vedono nei vecchi film di Don Camillo e Peppone ambientati nell'immediato dopo guerra.
Anche per Sant'Apollinare le informazioni sono scarse. All'archivio di Stato di Rovigo tutto ciò che riguarda Sant'Apollinare è raccolto in una piccolissima cartellina a causa di un furioso incendio che distrusse il Municipio, prima del 1927, e buona parte dei documenti in esso raccolti.

Nel 1851, Giovanni Carlo Bertotti e Maria Anna Cimadom, si spostano a Sant'Apollinare, provenienti da Borsea, dove Maria Anna esercita la professione di Levatrice Comunale. Qui i Bertotti divengono "Enfiteusi" fino al 1908.
Sant'Apollinare, come Borsea, fino al 1866 facevano parte del Regno Lombardo-Veneto e la colonizzazione di gente proveniente da Trento, che era annessa all'Austria, garantiva una certa fedeltà all'Austria.
Nel 1908, Luigi Giuseppe del fu Giovanni Carlo, acquista 10 pertiche di terreno a Sant'Apollinare pagandolo 1.200 lire.
Un nucleo famigliare di 17 persone si sciolse, almeno parzialmente, nel 1922 quando morì Maria Angela Zanirato, moglie di Luigi.
Luigi Giuseppe e due figli, Cesare Umberto Leonardo e Mariano Bellino si trasferirono a Monselice in Provincia di Padova dove la centralità geografica del luogo permetteva maggior commercio dei mobili da loro prodotti.